Tra i tanti servizi di Google che utilizziamo Google Alert è sicuramente uno dei più interessanti.
Grazie a questo servizio è possibile essere avvisati ogni volta che ci sono novità tra i risultati di una determinata ricerca.
In questo modo diventa facile tenere sotto controllo un argomento, sapere come e quando se ne parla nel web, monitorare gli sviluppi di una notizia o ricevere le ultime novità su un evento, un prodotto o una persona.
E’ possibile scegliere la frequenza degli avvisi – giornaliera, settimanale e occasionale, cioè solo quando ci sono novità – e anche il campo di ricerca, se in tutto il Web, tra i blog, tra i gruppi o solo tra le ultime notizie. In questo modo il monitoraggio di una certa chiave di ricerca – il proprio nome o quello della propria azienda, ad esempio – viene completamente automatizzato.
Non è più necessario cercare quella determinata parola ogni volta che siamo curiosi, ma sarà Google ad avvisarci quando quella parola appare nei risultati di ricerca inviandoci una email in formato HTML o in formato testuale.
Alcuni esempi di utilizzo di Google Alert
- Monitorare gli sviluppi di una notizia o un tema caldo d’attualità
- Sapere dove e quando appare il proprio nome o il nome della propria attività nel Web (social reputation, reputazione on line)
- Monitorare le uscite di nuove versioni di software o upgrade
- Tenere sotto controllo la concorrenza e sapere ogni volta che se ne parla on line
- Tenersi aggiornati su un certo settore o su un certo argomento relativo alla propria attività
- Monitorare le ultime notizie su un personaggio pubblico (utile anche per chi si occupa di comunicazione)
- Monitorare nuove uscite discografiche o cinematografiche (recensioni o trailer di un certo film)
Google Alert consente di creare più avvisi e per ognuno scegliere la frequenza e il campo di ricerca. Inoltre, trattandosi di chiavi di ricerca, è possibile usare anche gli operatori normalmente utilizzati su Google come and, or, gli apici o altri simboli come -, ~ o *. Per chi poi preferisse ricevere gli alert non via mail ma via feed il servizio consente di creare un feed per ogni ricerca.
Altri servizi simili sono Social Mention (ricerche sociali in tempo reale), ListiMonkey e TweetAlarm (monitoraggio su Twitter).
E-commerce in Europa
Sempre secondo la ricerca commissionata da Kelkoo un’altra differenza che spiega l’arretratezza del nostro paese rispetto alle altre nazioni europee è quella che riguarda la scarsa diffusione della banda larga. La media dice che il 64% delle case europee è connessa alla Rete, ma in alcune nazioni del nord Europa si arriva perfino all’80%. In Gran Bretagna – ai primi posti per la diffusione dell’ecommerce, come abbiamo visto – il 71% dei cittadini hanno accesso a internet.
La prima domanda che bisognerebbe farsi quando si decide di aprire un blog aziendale è la più naturale di tutte: perché? E subito dopo: è davvero necessario? A chi serve? Dopo aver risposto a queste domande si può sviluppare una seria strategia dei contenuti, tenendo conto che un blog aziendale è utile e anzi necessario soltanto se si ha veramente qualcosa da dire.
Ma quali sono i motivi per cui è utile aprire un blog aziendale?
![checklist[1] checklist1 225x300 Limportanza delle checklist](http://www.rdcservizi.it/wp-content/uploads/2010/02/checklist1-225x300.jpg)
In ambito medico, o in altre situazioni in cui saltare un passaggio è troppo rischioso (pensiamo al pilota di un aereo), le checklist vengono in aiuto alle persone nell’eseguire una serie di compiti nel giusto ordine, senza tralasciare alcun passaggio.
