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Google Alert: come monitorare il Web

martedì, febbraio 23rd, 2010

googlealert Google Alert: come monitorare il WebTra i tanti servizi di Google che utilizziamo Google Alert è sicuramente uno dei più interessanti.

Grazie a questo servizio è possibile essere avvisati ogni volta che ci sono novità tra i risultati di una determinata ricerca.

In questo modo diventa facile tenere sotto controllo un argomento, sapere come e quando se ne parla nel web, monitorare gli sviluppi di una notizia o ricevere le ultime novità su un evento, un prodotto o una persona.

E’ possibile scegliere la frequenza degli avvisi – giornaliera, settimanale e occasionale, cioè solo quando ci sono novità – e anche il campo di ricerca, se in tutto il Web, tra i blog, tra i gruppi o solo tra le ultime notizie. In questo modo il monitoraggio di una certa chiave di ricerca – il proprio nome o quello della propria azienda, ad esempio – viene completamente automatizzato.

Non è più necessario cercare quella determinata parola ogni volta che siamo curiosi, ma sarà Google ad avvisarci quando quella parola appare nei risultati di ricerca inviandoci una email in formato HTML o in formato testuale.

Alcuni esempi di utilizzo di Google Alert

  • Monitorare gli sviluppi di una notizia o un tema caldo d’attualità
  • Sapere dove e quando appare il proprio nome o il nome della propria attività nel Web (social reputation, reputazione on line)
  • Monitorare le uscite di nuove versioni di software o upgrade
  • Tenere sotto controllo la concorrenza e sapere ogni volta che se ne parla on line
  • Tenersi aggiornati su un certo settore o su un certo argomento relativo alla propria attività
  • Monitorare le ultime notizie su un personaggio pubblico (utile anche per chi si occupa di comunicazione)
  • Monitorare nuove uscite discografiche o cinematografiche (recensioni o trailer di un certo film)

Google Alert consente di creare più avvisi e per ognuno scegliere la frequenza e il campo di ricerca. Inoltre, trattandosi di chiavi di ricerca, è possibile usare anche gli operatori normalmente utilizzati su Google come and, or, gli apici o altri simboli come -, ~ o *. Per chi poi preferisse ricevere gli alert non via mail ma via feed il servizio consente di creare un feed per ogni ricerca.

Altri servizi simili sono Social Mention (ricerche sociali in tempo reale), ListiMonkey e TweetAlarm (monitoraggio su Twitter).

Web e velocità: come velocizzare il proprio sito con WordPress

venerdì, gennaio 29th, 2010

wordpress fast Web e velocità: come velocizzare il proprio sito con WordpressQuando parliamo di ottimizzazione dei siti dovremmo tenere conto anche della velocità di caricamento delle pagine. Quello della velocità è un elemento importante ma spesso dimenticato, soprattutto da quando le connessioni veloci si sono diffuse sempre di più e i tempi di caricamento non sembravano più così importanti.

Ultimamente però il “fattore velocità” è stato riscoperto da molti web-designer ed esperti di ottimizzazione. Pare infatti che Google prenda in considerazione anche la velocità di caricamento delle pagine tra i suoi criteri per il posizionamento. Sorpresi?

In realtà, per un web che sia davvero accessibile, è perfino ovvio che i siti vengano realizzati tenendo conto della velocità, e questa è una cosa che abbiamo sempre pensato. Google, avendo sempre sostenuto un web funzionale e accessibile, evidentemente è della stessa opinione.

Ottimizzare WordPress per renderlo più veloce

In questo post di Andrea Pernici sull’ottimizzazione di WordPress – la piattaforma nata per i blog ma ormai, con l’aggiunta dei numerosi plugin, diventata un ottimo CMS – vengono dati molti preziosi consigli su come rendere più veloce il proprio sito.

Viene spiegato in modo semplice e divulgativo come ridurre il peso delle immagini, come comprimere i CSS e i Javascript e come diminuire il numero di query PHP. Un numero eccessivo di uno o più di questi elementi potrebbe provocare fastidiosi rallentamenti nel caricamento delle pagine.

Altri consigli riguardano più nello specifico WordPress e le sue caratteristiche, come il numero di widget non utilizzati o non necessari, il numero di commenti (se avete la fortuna di avere troppi commenti sapete quanto rallentino una pagina) o il caching del frontend. Vengono inoltre consigliati alcuni plugin utili per ottimizzare al meglio il proprio sito realizzato con WordPress.

Infine, anche e soprattutto per motivi di sicurezza, un consiglio sempre valido per chi utilizza WordPress per gestire il proprio sito, è quello di aggiornarlo sempre all’ultima versione e di tenere sempre aggiornati anche tutti i plugin.

10 estensioni utili per Google Chrome

martedì, dicembre 22nd, 2009

google chrome 01 10 estensioni utili per Google ChromeDopo aver parlato delle migliori estensioni di Firefox per chi sviluppa siti web, questa volta parliamo di estensioni per il browser di Google, Chrome, che conquista sempre più consensi. Al momento è il terzo browser più usato dietro a Internet Explorer e Firefox. Questi plugin non sono diretti esclusivamente a chi sviluppa siti ma in generale a tutti gli utenti che vogliono una marcia in più durante la loro navigazione. Per installare le estensioni è necessario utilizzare la versione beta di Chrome, disponibile per Windows, Linux e Mac (info). (continua…)

Google Wave, un servizio potenzialmente rivoluzionario?

martedì, dicembre 15th, 2009

Google Wave è stata una delle novità più attese e discusse rilasciate da Big G (come qualcuno chiama Google) nel corso dell’anno 2009. Il servizio è ancora in fase beta, per cui non sono in molti a poterlo utilizzare, visto che si accede solo tramite invito, e questo forse è uno dei motivi che potrebbero spiegare la delusione di molti. Ma cos’è o cosa dovrebbe essere Google Wave?

 Google Wave, un servizio potenzialmente rivoluzionario?Email, chat o wiki?

Google Wave dovrebbe essere tutto questo: email, chat, social network e wiki. Immaginate Gmail, Gtalk e Google Docs uniti in un solo servizio e avrete più o meno un’idea di quello che è Google Wave. Molto discusso, ma sicuramente un servizio potenzialmente rivoluzionario.

Flussi di conversazione in tempo reale (Wave fa largo uso di tecniche AJAX), a metà tra email e chat, organizzati in thread in cui è possibile intervenire e condividere, come in Google Docs, inserendo immagini, video, sondaggi o altro. E se qualcuno ha perso la prima parte di questo flusso di wave? Nessun problema, grazie alla funzione playback è possibile “rivivere” la conversazione passo per passo.

Eppure molte delusioni. Perché?

Probabilmente per due motivi. Primo, è un modo nuovo di pensare e non è semplice abituarsi. Secondo motivo, forse non è un servizio utile a tutti. Google Wave è particolarmente indicato per aziende, gruppi di lavoro o redazioni giornalistiche, ma forse non è il mezzo migliore per due normalissimi utenti che vogliono scambiarsi foto di gatti. A questo va aggiunto che al momento non è utilizzato da un grande numero di persone, per cui la prima sensazione che si prova è quella di essere soli in un ambiente sconosciuto.

Quindi ci troviamo di fronte a un servizio rivoluzionario che cambierà il modo di usare Internet o solo a una interessante ma un po’ deludente novità? E’ presto per dirlo. Intanto non resta che provare e sperimentare. Se cercate inviti per Google Wave lasciate un commento, potreste essere accontentati.