Quello dell’e-commerce è un mercato sempre in crescita eppure sempre molto delicato. I rischi sono molti, soprattutto se, abbagliati dalle potenzialità del commercio elettronico, non si programma con attenzione la propria attività e non si tiene conto degli errori da evitare. Per questo tipo di attività non esiste un vero e proprio “momento giusto” ma piuttosto un “modo giusto”.
E-commerce in Europa
Secondo una ricerca del Centre for Retail Research per conto di Kelkoo (il sito di comparazioni di prodotti e servizi) le vendite on line sono salite in Europa del 22% nel 2009 e dovrebbero salire del 19,6% nel 2010. In Francia, Gran Bretagna e Germania le vendite dei siti e-commerce continuano a salire (addirittura del 33% in Francia) confermando quella che sembra essere una nuova tendenza europea.
Ma in Italia?
Il nostro paese invece risulta agli ultimi posti di questa classifica. Se in Gran Bretagna l’e-commerce ha toccato il 9,5% delle vendite totali, dalle nostre parti le cose vanno molto diversamente. In Italia la stessa percentuale si ferma a un triste 0,8%. Quali sono i motivi di questo incredibile divario?
Come abbiamo già notato in altri post sulla realizzazione dei siti e-commerce e sulla sicurezza nelle vendite on line, l’Italia subisce soprattutto i danni legati alla diffidenza, spesso motivata e giustificata. Secondo quanto emerge dalla ricerca sopra citata in Italia (come in Spagna, ferma all’1%) manca un sistema di consegne rapido, affidabile ed efficace.
Le notizie quasi quotidiane di pacchi smarriti, danneggiati o arrivati con forti ritardi di certo non aiutano lo sviluppo del commercio elettronico. In più, rispetto a paesi come la Francia, la Gran Bretagna o gli USA, in Italia la cultura della vendita a distanza è sicuramente meno diffusa.
Diffusione dell’e-commerce, diffusione della banda larga
Sempre secondo la ricerca commissionata da Kelkoo un’altra differenza che spiega l’arretratezza del nostro paese rispetto alle altre nazioni europee è quella che riguarda la scarsa diffusione della banda larga. La media dice che il 64% delle case europee è connessa alla Rete, ma in alcune nazioni del nord Europa si arriva perfino all’80%. In Gran Bretagna – ai primi posti per la diffusione dell’ecommerce, come abbiamo visto – il 71% dei cittadini hanno accesso a internet.
Nei paesi dove le vendite on line sono meno diffuse sono gli stessi dove è meno diffusa anche la banda larga, tra il 47% e il 51%. Purtroppo tra questi, come sappiamo, c’è anche l’Italia.
Per questi motivi, vista la situazione, il momento giusto per aprire un sito e-commerce esiste solo se si è intenzionati a farlo in modo serio e preparato, affidandosi a esperti che garantiscano sicurezza e affidabilità. Offrire prezzi vantaggiosi non basta. Per conquistare la fiducia dei clienti bisogna puntare soprattutto sulla sicurezza e sulla semplicità dell’interazione tra l’utente e il sito.
